Seleziona una pagina

Ieri ho partecipato ad un webinar sul tema dello Smart Working con relatori Susanna Camusso, Domenico De Masi e tanti altri. Il workshop on line è stato organizzato da AIF, l’Associazione Italiana Formatori.

È stato un momento di riflessione pacato e articolato, come quelli che piacciono a me. Però…

La relazione di Susanna Camusso, che apriva il confronto, partiva dal collocare lo Smart Working sotto il binomio Libertà e Autonomia per andare molto lontano e toccare questioni rilevanti e pregnanti: società, diritti, cambiamento del sindacato, algoritmo, donne e Smart Working, e tanti altri temi.

Potrò sbagliarmi, però il problema dello Smart Working va posto sotto il binomio Competenza e Organizzazione. Punto a capo.

La motivazione chiave è immediata per tutti.

Nel momento in cui compiamo un qualsiasi lavoro ci troviamo di fronte a obiettivi e compiti da assolvere. Quindi, bastano questi due variabili per catapultarci in una situazione in cui la libertà si può esercitare solo entro determinati vincoli.

Ma attenzione, non fate subito la differenza tra lavoro subordinato, lavoro autonomo e libera professione.

Mi si potrà obiettare di non avere ben chiara l’importanza dell’antropocene e del fatto che ci sono delle professioni creative libere da costrizioni, pura libertà artistica e creativa.

Umberto Eco (ha scritto e venduto più saggi e romanzi di me e di molti di noi messi insieme) afferma:

Chi scrive (chi dipinge o scolpisce o compone musica) sa sempre cosa fa e quanto gli costa. Sa che deve risolvere un problema.

Quando l’autore ci dice che ha lavorato nel raptus dell’ispirazione, mente.

In queste poche righe non si può affrontare tutto.

Per parlare compiutamente di Smart Woking bisognerebbe tenere conto che ogni professione ha le sue caratteristiche e complessità:

  • manuale vs. intellettuale
  • esecutiva vs. ideativa
  • ripetitiva vs. differenziata
  • eccetera vs. eccetera.

Le due idee che voglio ribadire sono:

  • Competenza, perché Smart Worker si diventa e in questa fase di contenimento COVID-19 ci siamo tutti improvvisati. È inutile negarcelo (dalla difficoltà a gestire il tempo, al non saper lavorare per obiettivi, al dover vivere diversamente gli impegni familiari e molto altro che ognuno potrà raccontare)
  • Organizzazione, perché anche l’azienda deve cambiare. In questa fase di emergenza COVID-19 ha subito lo Smart Working applicando le vecchie logiche di struttura rassicurante. Le aziende ora lo sanno che si può fare, ma anche loro devono apprendere a gestirlo meglio, senza tornare indietro alle logiche del ‘900, fino agli albori della società digitale (ci siamo dentro, ci piaccia o no).

Non voglio fare l’intellettuale nell’era del COVID-19. A tutti ci pare di esserlo un po’ diventati in questo periodo. Già Primo Levi in Sommersi e salvati ha scritto un capitolo sull’intellettuale al tempo del lager. Però…

Un po’ di formazione e consulenza sullo Smart Working farebbe bene a tutti, lavoratori e aziende.

#LONTANIMAPRESENTI

Da più di 20 anni mi occupo di consulenza nell'ambito della formazione professionale: dall'analisi alla valutazione, dalla progettazione alla gestione. Mi piace costruire con gli altri proposte per i problemi di oggi, cercando tra risposte dimenticate e domande eluse. Per questo tutte le volte che posso mi occupo anche di ricerca socio-economica.

Share This